Adorazione dei Magi di Gaetano Previati

Adorazione dei Magi di Gaetano Previati

In quest’opera i magi indossano ricche vesti, rese dell’artista come dei lunghi strascichi con decorazioni dorate che sembrano conferire al dipinto un formato orizzontale necessario a mostrarne tutto lo splendore. I protagonisti si concentrano sulla sinistra mentre a destra dei bambini portano i doni dei magi e sullo sfondo i cammelli e la folla sembrano anch’essi adorare incantati, ma soprattutto sembrano sfocati, quasi un miraggio nel deserto, bagnati di luce. Non è quella della stella perché le ombre ci fanno pensare al sole alto in cielo a mezzogiorno. Gli occhi del piccolo Gesù bambino sembrano quasi protetti da questa luce abbagliante grazie ai corpi di questi re, che lo circondano e lo contemplano, e a Maria che solleva il velo, con uno sguardo dolce di madre.

Per i Divisionisti, corrente a cui l’artista apparteneva, la luce va infatti rappresentata scomponendo i colori che la formano, stendendoli in pennellate, qui simili a trattini, divise, da cui il termine. Qui è come se Maria, in bianco, fosse la somma di tutti i colori, come a dire che Gesù nasce in ogni situazione ed è in grado di fare di tutte le differenze un’unica Luce.

La varietà dei colori può essere intesa anche come varietà delle persone, delle culture per cui Gesù è nato. I magi sono tre perché alludono ai tre diversi continenti (allora noti), qui sono anche di tre diverse età. Tutti gli uomini, di tutta la terra, di tutte le età e le epoche, sono chiamati ad alzarsi, a lasciarsi alle spalle per un momento la fede nei propri studi o, meglio, a indirizzarla verso una fede più grande, che non si può spiegare, ma solo accogliere!

Le loro vesti sono rese dall’artista con un giallo caldo che sembra amplificare quest’atmosfera assolata e che richiama gli scrigni contenenti i loro doni: l’oro della regalità, l’incenso usato nella preghiera e nei sacrifici e la mirra con cui si ungevano i cadaveri per la loro conservazione durante i riti funebri. Epifania significa infatti manifestazione di Dio. Solo oggi ci viene svelato appieno perché è nato Gesù, qual è la sua missione e, soprattutto, che il dono più grande non siamo noi a farlo ma è Lui che si dona a tutti noi. Ci viene solo chiesto di alzarci e partire, seguire una stella, fidarci e anche saperci inginocchiare, fare umili, piccoli, di fronte a verità apparentemente semplici, come un bambino, che non possiamo governare ma solo contemplare per poter, come i magi, rivestirci della Sua Luce.

Buona Epifania!